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Base Scout

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Benvenuti

Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipen­de dalle ricchezze né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie.Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere la vita pienamente una volta fatti uomini. Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.
Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Procurate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere « fatto del vostro meglio ». « Siate preparati » così, a vivere felici e a mo­rire felici: mantenete la vostra promessa di Esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.
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Sir Robert Baden Power of Gillwell

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ULTIME NOTIZIE

 

Dove Eravamo?

“Ama il prossimo tuo come te stesso”. Una legge sacra e per noi antica, quasi scontata. Ma per i tempi di Gesù assolutamente rivoluzionaria, tant’è che per darle concretezza, l’ha dovuta mettere in pratica nel modo più estremo, sacrificando la sua componente umana.

I tratti rivoluzionari risiedevano nel fatto che, per la prima volta nella storia, ci si trovava di fronte a una legge universale, valida nei confronti di tutti, senza distinzioni, dal lebbroso alla meretrice, senza “se” e senza “ma”.

Negli ultimi anni però tutto questo è stato messo in discussione. I “se” e i “ma” come anche i “però” hanno trovato ampia voce. Anzi, forse la voce l’hanno sempre avuta ma mai prima d’ora le era stata concessa la dignità di opinione socialmente accettabile. Questo muro è caduto, con la stessa velocità con cui altri muri sono stati innalzati. Muri fatti di mattoni di paura, l’odio come cemento, la rabbia a mo’ di pittura. Un pentolone di emozioni che sono state strumentalizzate nel dibattito pubblico e in quello politico, toni cupi e neri che si sono messi in giacca e cravatta e hanno reclamato il proprio posto a suon di tweet e di hashtag.

La domanda che viene fa farsi è: dove eravamo noi mentre tutto questo succedeva? Com’è possibile che la morale comune abbia iniziato a scavare sotto i nostri piedi e a cibarsi di tutto quello che era sempre rimasto sepolto? Per quale strano motivo la morte di una, cento, mille persone è diventata accettabile e ha perso il suo alone di sacralità?

Forse eravamo distratti. Dalla gara tra chi urlava di più, tra chi commetteva lo sgarbo istituzionale più forte, tra chi reclamava con maggiore forza di dare uno spazio pubblico anche alla pancia delle persone e non solo alla loro testa. Una distrazione fatale, che non ci sarà perdonata, che sconteremo per intero.

Pochi giorni fa un amico, da sempre impegnato nel sociale, mi diceva che il centro di formazione per rifugiati per cui lavorava, messo su con cura e devozione e da sempre considerato best practice di accoglienza, ben presto chiuderà. I motivi sono diversi ma tutti sono legati proprio al fatto che la pancia ha ormai preso il sopravvento sul resto.

Per fortuna c’è chi resiste. C’è la Chiesa, tutta, che non rinnega il messaggio d’amore di Cristo e che ci ricorda, anche grazie al suo Pastore, che c’è bisogno di questa resistenza, c’è necessità estrema di sporcarsi le mani, di far sentire la propria voce senza urlare più degli altri.

Perché l’amore ha una voce inconfondibile, che spicca su tutto se le orecchie sono ben tese e se il cuore è aperto, libero dai “se” e dai “ma”. Se questa voce è così potente, allora forse noi, da sempre impegnati ad educare le orecchie e gli occhi e le mani e il cuore, possiamo prendere davvero consapevolezza di dover portare a compimento una missione preziosa e, oggi come non mai, indispensabile per il nostro futuro.

Non possiamo permetterci di sbagliare, non possiamo abdicare fingendo di essere impegnati in altro. Del resto dovrebbe venirci facile, essendo la nostra una vocazione. Prendiamoci questo momento di riflessione come un test: se c’è anche solo un piccolo dubbio sul fatto che forse non vale la pena di batterci senza riserve per riaffermare la legge universale dell’amore, allora forse meglio cambiare mestiere, meglio insegnare ai ragazzini e ai pensionati il Padel, che ora va pure di moda.

Proprio per risvegliare questa passione, forse assopita in qualcuno, abbiamo pensato a un numero speciale, che chiude il nostro ciclo di “ImPatto”. Un numero tutto dedicato alla frase “attuare questo programma profondamente umano”. Abbiamo dato voce a chi crede così tanto nell’umanità e nella sua potenza da aver messo in gioco la propria vita, alcuni con scelte radicali, altri con la costanza della vita ordinaria. Ci auguriamo che le storie che leggerete nelle prossime pagine possano essere fiamma viva per quei fuochi a cui manca l’ossigeno, che non riescono a dare calore perché la legna è – speriamo momentaneamente – bagnata.

Con questo numero finisce il mandato quadriennale di questa redazione di Proposta Educativa. Ho accettato questa sfida solo sapendo di poter coinvolgere in questo progetto persone valide e appassionate, compagni di viaggio che lo scautismo ha messo sulla mia strada. A loro va il mio grazie profondo, soprattutto per aver cercato di stanare non solo il bello dell’Associazione ma anche i nodi da sciogliere, le istanze da tenere presenti, le opportunità che il futuro offre. La consapevolezza più grande che mi porto a casa è quella relativa alla difficoltà di far sintesi di oltre 33.000 voci e altrettanti pensieri. È proprio per questo che abbiamo promosso una riscoperta, su queste pagine, del Patto associativo. Perché l’attualità, le notizie e quindi le opinioni talvolta vanno e vengono ma i valori che ispirano la nostra missione non cambiano, sono lì a presidio del bene, del bello, del sacro. La speranza che più sentiamo vicina è quella di essere riusciti a tradurre tali valori in spunti di crescita e di riflessione per le Comunità capi, per le capo e i capi che ogni giorno vivono l’emozionante avventura dello scautismo con i propri ragazzi, nelle sedi e nei boschi.

Passiamo il testimone nella gestione di questa casa accogliente, qual è Proposta Educativa, a mani sapienti, quelle di Laura Bellomi (di cui ospitiamo la penna già in questo numero a pag. 26) e della sua nuova redazione. Siamo sicuri che grazie al loro entusiasmo, alla competenza e alla passione che li contraddistingue sapranno non solo continuare il lavoro fatto fin qui ma anche trovare nuove parole e orizzonti ancor più ampi per parlare della e alla nostra bella, grande Associazione.

Per l’ultima volta, buona lettura!

Francesco

@frabigcastle

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Il nuovo numero di PE è disponibile qui bit.ly/PEhumans
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L'INIZIO DEL NUOVO ANNO PER IL GRUPPO SCOUT FOLIGNO3
Domenica 20 ottobre il gruppo dei bambini, ragazzi, capi, dell'AGESCI Foligno3 si è ritrovato presso il Santuario della Madonna della Stella per l'inizio del nuovo anno di attività.

Info: www.diocesidifoligno.it/2019/10/21/linizio-del-nuovo-anno-per-il-gruppo-agesci-foligno3/
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Sempre grandi emozioni!

La Comunità Capi vi aspetta per conoscervi ed accogliere le domande d'iscrizione! ... Leggi ancoraLeggi meno

La Comunità Capi vi aspetta per conoscervi ed accogliere le domande discrizione!

Di recente, i ricercatori dell'Università di Edimburgo, in uno studio dal titolo “Be(ing) prepared: Guide and Scout participation, childhood social position and mental health at age 50—a prospective birth cohort study“, hanno stabilito una connessione tra la partecipazione ai gruppi Scout (e affini) e il miglioramento della salute mentale in età adulta. 👀

Tra le ragioni ipotizzate dagli studiosi vi sono le qualità sviluppate nell'esperienza scout, considerata una vera palestra di vita: resilienza, legami emotivi forti con i compagni, senso di appartenenza a un gruppo, auto-educazione continua e progressiva. 🙃

Agesci Foligno 3, che dite, confermate? 😉

portalebambini.it/chi-ha-frequentato-gli-scout-da-bambino-vive-meglio-da-grande/?fbclid=IwAR3U_lB...
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